“La riforma fiscale del Governo, con la riduzione delle aliquote IRPEF, era stata annunciata come un sollievo per i lavoratori italiani.

Ma per le Forze di Polizia si sta rivelando l’ennesima beffa: gli aumenti delle addizionali regionali e comunali stanno già erodendo gli aumenti contrattuali, trasformando il rinnovo del contratto in un’amara illusione.

Dopo oltre mille giorni di attesa, il contratto 2022-2024 è stato finalmente chiuso.

Ma è già scaduto e dal 1° gennaio 2025 gli stipendi degli operatori di polizia sono di nuovo bloccati.

Nel frattempo, mentre aspettiamo che i decreti firmati il 24 marzo vengano pubblicati in Gazzetta Ufficiale, molti lavoratori delle Forze dell’Ordine stanno già vedendo i loro stipendi falcidiati dalle addizionali IRPEF, portate al massimo in diverse regioni per compensare i minori incassi della riforma fiscale.

Così non va! Chi indossa una divisa non può essere sempre l’anello debole del sistema. Gli stipendi degli appartenenti alle Forze di Polizia sono tassati alla fonte, senza scappatoie e senza privilegi, mentre una parte del Paese continua a beneficiare di servizi pubblici senza contribuire equamente. È una vergogna!

Il Governo ha il dovere di garantire che i sacrifici di chi tutela la sicurezza del Paese siano riconosciuti concretamente, senza essere vanificati da politiche fiscali miopi. Chiediamo misure urgenti per compensare l’aumento delle addizionali, evitando che il rinnovo contrattuale si trasformi in una presa in giro.

Non bastano le promesse: vogliamo i fatti. E li vogliamo subito”.

Lo comunica, in una nota, la Segreteria Generale dell’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF).