IL MOTORE DELLO STATO NON PUÒ FUNZIONARE A SACRIFICIO
27 Aug 2026
IL MOTORE DELLO STATO NON PUÒ FUNZIONARE A SACRIFICIO
Editoriale di Vincenzo Piscozzo
C’è un’immagine che ritorna ogni estate. Mentre milioni di italiani preparano le valigie, qualcuno prepara i turni. Mentre le famiglie organizzano le ferie, qualcuno deve garantire che i servizi continuino. Mentre gli altri si fermano, i finanzieri continuano a esserci.
È nei periodi festivi, nelle ferie estive, nei fine settimana, che il sacrificio diventa più evidente. Ma dietro quel sacrificio c’è un problema che non possiamo più nascondere.
Oggi stiamo pagando il conto di scelte sbagliate del passato.
Anni di blocco del turnover.
Uscite del personale superiori alle entrate. Reparti costretti ogni mattina a fare la conta delle "risorse" disponibili.
Eppure, contemporaneamente, allo stesso personale vengono chiesti sempre più risultati: 110%, bonus facciate, reddito di cittadinanza, caro carburante, PNRR.
Cambiano gli obiettivi, aumentano i controlli, crescono le responsabilità. Ma gli uomini e le donne chiamati a realizzarli diminuiscono.
È qui che nasce la contraddizione.
Chiediamo a un veicolo di correre sempre più veloce, mentre continuiamo a togliere carburante.
E allora una domanda diventa inevitabile: CHI PENSA AL PERSONALE?
Chi pensa al finanziere che finisce il turno e continua a pensare alle pratiche?
Chi pensa a chi rinuncia a una giornata con i propri figli perché “non ci sono uomini”?
Chi pensa a chi parte per le ferie con il telefono acceso e la testa ancora in caserma?
E soprattutto: chi pensa alle famiglie che sostengono questo sacrificio insieme a loro?
Perché il sacrificio di un finanziere non rimane dentro una caserma. Entra nelle case.
Entra nelle relazioni. Entra nella vita dei figli.
E quando il lavoro invade continuamente il tempo privato, non è più soltanto un problema organizzativo. *Diventa un problema umano.*
Dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Gli obiettivi sono importanti. La lotta all’evasione è importante. Il contrasto alle frodi è importante. La tutela delle risorse pubbliche è importante.
Ma nessun obiettivo può essere più importante della persona che deve raggiungerlo.
Perché dietro ogni numero c’è una persona!
Dietro ogni statistica c’è un'altra persona.
Dietro ogni risultato c’è una famiglia che, spesso, ha pagato una parte di quel risultato con il proprio tempo.
E qui dobbiamo cambiare prospettiva: un finanziere non è un numero. Non è una casella in un organico. Non è una percentuale.
È una persona.....ed è anche un lavoratore.
Ha diritto a lavorare bene e di tornare a casa.
Ha diritto a staccare la spina.
Ha diritto a non portarsi il lavoro nella propria abitazione.
Ha diritto a vivere una festa con i propri figli senza sentirsi in colpa per il servizio del giorno dopo.
Ha diritto a essere un padre, una madre, un marito, una moglie, un compagno, una compagna.
Ha diritto a vivere.
Questo non significa chiedere meno impegno. Significa chiedere un’Amministrazione capace di organizzare il proprio futuro senza consumare il proprio personale.
Perché il personale non è il problema da comprimere: IL PERSONALE È LA SOLUZIONE.
Sono i finanzieri a trasformare le leggi in controlli. Sono loro a trasformare gli obiettivi in risultati. Sono loro che ogni giorno rendono concreto ciò che lo Stato decide sulla carta.
E se questa macchina continua a funzionare nonostante gli organici ridotti, non è perché il sistema sia perfetto. È perché migliaia di persone lo tengono in piedi con il proprio sacrificio.
E allora diciamolo chiaramente. I veri eroi non sono quelli dei fumetti. Non sono quelli costruiti dai social. Non sono quelli che ricevono migliaia di like.
I veri eroi sono quelli che nessuno vede.
Sono quelli che lavorano mentre gli altri festeggiano.
Quelli che fanno il turno di notte.
Quelli che rinunciano a una domenica.
Quelli che rimandano una vacanza.
Quelli che rispondono alla chiamata quando tutti gli altri hanno già spento il telefono.
Quelli che fanno il proprio dovere senza chiedere applausi.
Sono i finanzieri.
E a loro non basta più dire “grazie”. Serve molto di più.
Serve personale.
Serve organizzazione.
Serve equilibrio.
Serve una politica degli obiettivi che tenga conto delle persone.
Serve una cultura del comando che non confonda la pressione con la motivazione.
Perché continuare a chiedere sempre di più a un numero sempre più piccolo di persone non è una strategia.
È soltanto un modo per rimandare il problema. E noi non possiamo più permetterci di rimandarlo.
Perché un’Amministrazione forte non è quella che riesce a spremere fino all’ultima energia i propri uomini e le proprie donne. È quella che riesce a farli lavorare con dignità, professionalità e orgoglio senza chiedere loro di sacrificare la propria vita.
E ricordiamoci soprattutto una cosa.
LO STATO NON PUÒ CHIEDERE AI PROPRI SERVITORI DI ESSERE EROI OGNI GIORNO.
Perché anche gli eroi hanno bisogno di tornare a casa.
Anche gli eroi hanno bisogno di vedere crescere i propri figli.
Anche gli eroi hanno diritto a una domenica.
Anche gli eroi hanno diritto alle ferie.
Anche gli eroi hanno diritto a spegnere il telefono.
E soprattutto, hanno diritto a non sentirsi in colpa quando lo fanno.
Il futuro della nostra Amministrazione non si misura soltanto dai risultati che produce. Si misura anche da quanto riesce a proteggere le persone che quei risultati li rendono possibili.
Per questo continueremo a parlare di personale. Continueremo a parlare di benessere. Continueremo a parlare di diritti.
Perché difendere chi ogni giorno difende lo Stato non è un privilegio. È un dovere.
Vincenzo Piscozzo











