MOBILITÀ INTERNA, USIF RACCOGLIE LE SEGNALAZIONI DEI REPARTI E CHIEDE AL COGE DI CAMBIARE LE REGOLE DAL 2027

06 Oct 2026

Milano, Palermo e Reggio Calabria: perché chi è già in servizio nella provincia non può concorrere per un diverso contesto di impiego?

È una delle criticità emerse con maggiore chiarezza nelle interlocuzioni dell’USIF con il personale.

Le segnalazioni sono arrivate attraverso i nostri canali informativi, ma sono state raccolte anche direttamente durante le riunioni e gli incontri sindacali svolti presso i Reparti, in particolare con riferimento al personale I.S.A.F. del Comando Tutela Economia e Finanza di Milano, Palermo e Reggio Calabria.

La questione riguarda il Piano Nazionale degli impieghi “Per Bandi” – Anno 2026.

QUAL È IL PROBLEMA?

Le attuali disposizioni prevedono una limitazione che, per il personale interessato, impedisce di utilizzare il Piano “Per Bandi” per concorrere verso un diverso contesto di impiego che si trova nella stessa provincia nella quale già presta servizio.

In concreto, per il personale interessato significa non poter concorrere:

➡️ dal Comando Tutela Economia e Finanza di Milano al Comando Regionale Lombardia – provincia di Milano;

➡️ dal Comando Tutela Economia e Finanza di Palermo al Comando Regionale Sicilia – provincia di Palermo;

➡️ dal Comando Tutela Economia e Finanza di Reggio Calabria al Comando Regionale Calabria – provincia di Reggio Calabria.

Il punto non è quindi ottenere un trasferimento in un’altra provincia.

Il punto è poter concorrere per un diverso impiego rimanendo nella stessa provincia.

Ed è proprio questa la criticità rappresentata dal personale.

Una possibilità che, peraltro, era prevista dalla disciplina adottata in precedenza: la Circolare n. 72359/1240 del 7 marzo 2018, relativa al Piano “Per Bandi” – Anno 2018, consentiva infatti questa tipologia di mobilità.

PERCHÉ L’USIF HA DECISO DI INTERVENIRE

La possibilità di cambiare contesto di impiego senza necessariamente cambiare provincia può avere un’importanza concreta per il personale.

Può significare mettere a disposizione dell’Amministrazione professionalità ed esperienze maturate in altri Reparti, ma anche trovare una diversa collocazione lavorativa senza dover necessariamente affrontare un trasferimento territoriale.

Per alcune colleghe e alcuni colleghi può inoltre incidere sulla conciliazione tra vita professionale, esigenze familiari e organizzazione personale.

Per questo, l’USIF ritiene che una disposizione di questo tipo meriti di essere riesaminata, soprattutto considerando che si tratta di personale appartenente allo stesso ruolo e soggetto alla medesima disciplina.

La nostra richiesta non riguarda privilegi, corsie preferenziali o deroghe individuali.

Chiediamo criteri uniformi, trasparenti e coerenti, affinché il personale possa concorrere, a parità di condizioni, anche per differenti contesti di impiego all’interno della stessa provincia.

Per questo abbiamo formalmente chiesto al Comando Generale della Guardia di Finanza di rivalutare la disposizione prevista dal punto 2.a.(6) della Circolare n. 25496/1240/Ord del 27 gennaio 2026 e di valutare, a decorrere dal Piano Nazionale degli impieghi “Per Bandi” – Anno 2027, il ripristino della possibilità precedentemente prevista.

È questo il senso del nostro lavoro sul territorio: raccogliere ciò che il personale ci rappresenta, approfondire le criticità e trasformarle in richieste concrete all’Amministrazione.

Perché la mobilità non è soltanto una procedura amministrativa.

È anche una possibilità di valorizzare le professionalità e di trovare un migliore equilibrio tra servizio e vita personale.

USIF continuerà a seguire la questione e a informare il personale sugli sviluppi.