FESI E PROCEDIMENTI PENALI: CHI SERVE LO STATO NON PUO' ESSERE PENALIZZATO DUE VOLTE

26 Aug 2026

Nei giorni scorsi USIF ha sottoposto al Comando Generale una richiesta formale di riesame della disciplina relativa al FESI per il personale interessato dalla pendenza di un procedimento penale.

La questione riguarda colleghi che, pur attraversando una fase delicata della propria carriera, continuano a prestare regolarmente servizio, non sono sospesi dall’impiego e non hanno riportato una condanna definitiva.

USIF ritiene necessario che l’applicazione delle regole sia improntata a equilibrio, ragionevolezza e proporzionalità, evitando che la sola pendenza di un procedimento penale si traduca automaticamente in una penalizzazione economica.

Il procedimento penale deve seguire il proprio corso e ogni eventuale responsabilità deve essere accertata nelle sedi competenti. La pendenza di un procedimento non può essere automaticamente sovrapposta a una responsabilità già accertata.

Alla luce dell’evoluzione normativa intervenuta negli ultimi anni, e in particolare della Legge 9 agosto 2024, n. 114, USIF ha chiesto di verificare se la disciplina attualmente applicata al FESI sia pienamente coerente con il quadro normativo vigente e con i principi di uguaglianza, ragionevolezza e presunzione di non colpevolezza.

Non chiediamo privilegi. Non chiediamo di attenuare eventuali responsabilità. Non chiediamo di interferire con l’Autorità giudiziaria.

Chiediamo una cosa semplice: che la sola pendenza di un procedimento penale non diventi, automaticamente, una penalizzazione sul FESI per chi continua a servire regolarmente lo Stato.

Per questo USIF ha chiesto formalmente l’apertura di un tavolo tecnico e un sollecito riesame della disciplina vigente, affinché le regole siano chiare, attuali, uniformi e rispettose dei principi dell’ordinamento.

Perché dietro ogni procedimento c’è una persona. Una persona che continua a indossare l’uniforme, a lavorare e a garantire ogni giorno il funzionamento dell’Istituzione.

La giustizia si accerta nelle sedi competenti. Il servizio prestato va riconosciuto secondo le regole. Non due volte la stessa penalizzazione.

USIF. Dalla parte di chi lavora per la collettività.