CONTRATTI: PISCOZZO (USIF), BASTA PROPAGANDA NON SI PUÒ CHIEDERE ALLE FORZE DI POLIZIA DI DIFENDERE LO STATO MENTRE LO STATO LE UMILIA

26 May 2026

COMUNICATO STAMPA

CONTRATTI: PISCOZZO (USIF), “BASTA PROPAGANDA NON SI PUÒ CHIEDERE ALLE FORZE DI POLIZIA DI DIFENDERE LO STATO MENTRE LO STATO LE UMILIA”

“Non si può continuare a chiedere alle forze di polizia di essere il volto della legalità, della sicurezza e della lotta all’evasione fiscale mentre, nei fatti, vengono trattate come un costo da comprimere e non come una risorsa strategica per il Paese”.

Lo dichiara Vincenzo Piscozzo, segretario generale dell’USIF - Unione Sindacale Italiana Finanzieri, dopo la nuova convocazione del tavolo contrattuale presso Funzione Pubblica.

“L’USIF aveva già dichiarato sin dai primi incontri che senza un confronto politico serio, senza nuove risorse economiche e senza affrontare temi centrali come previdenza, specificità e incremento delle indennità accessorie, non esiste alcun reale spazio di trattativa. Convocare nuovamente le organizzazioni sindacali senza affrontare il nodo delle coperture e delle tutele significa ignorare volutamente il disagio profondo che attraversa il comparto”, afferma Piscozzo.

“La distanza tra la narrazione pubblica della politica e la realtà vissuta ogni giorno dagli operatori in uniforme è ormai diventata enorme. Da una parte si moltiplicano gli annunci sulla sicurezza, sul contrasto all’evasione fiscale e sulla difesa della legalità; dall’altra, chi quelle funzioni le garantisce concretamente continua a essere penalizzato sul piano economico, previdenziale e professionale”.

Secondo il segretario generale dell’USIF, “le indennità accessorie restano insufficienti e mortificate da anni di risorse limitate. La previdenza continua a essere una ferita aperta. La specificità del lavoro svolto dalle forze di polizia viene evocata nei discorsi ufficiali ma dimenticata quando si tratta di assumere decisioni economiche concrete”.

“Si sta generando un clima pericoloso di disillusione istituzionale. Non è solo una questione salariale: è un problema di dignità, di riconoscimento e di credibilità dello Stato verso chi opera quotidianamente in contesti delicati, spesso con responsabilità enormi e strumenti sempre più insufficienti”, prosegue Piscozzo.

“Le donne e gli uomini in uniforme non chiedono privilegi, ma rispetto. E il rispetto passa attraverso scelte politiche coraggiose, investimenti reali e una visione strategica della sicurezza nazionale che non può esaurirsi negli slogan o nelle campagne mediatiche”.

“Se davvero il Governo ritiene centrali la sicurezza, la lotta all’evasione fiscale e la tutela della legalità – conclude Piscozzo – allora deve dimostrarlo con i fatti. Perché uno Stato che pretende risultati senza garantire tutele adeguate finisce inevitabilmente per indebolire sé stesso e le proprie istituzioni”.

Roma, 26 maggio 2026