USIF: «Chi salva vite non può essere lasciato solo»

08 Jan 2026

Caso Heaven, soccorritori sotto processo. USIF: "Chi salva vite non può essere lasciato solo".

Si terrà il 09 del mese corrente alle ore 09.30, presso la Corte d’Appello di Catanzaro, il processo di secondo grado che vede imputati il maggiore Vincenzo Barbangelo e il maresciallo Andrea Novelli, condannati in primo grado per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo in relazione ai tragici fatti del 30 agosto 2020, avvenuti al largo di Crotone, quando il veliero Heaven prese fuoco causando quattro vittime e numerosi feriti.

Alla vigilia dell’udienza interviene l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF), che ribadisce la propria piena fiducia nella magistratura, auspicando che il giudizio d’appello possa ristabilire verità e giustizia.

«Siamo convinti – afferma il sindacato – che emergerà l’estraneità dei colleghi, impegnati in un’operazione di soccorso in mare. Non si può criminalizzare chi agisce per salvare vite umane».

USIF denuncia tuttavia una vicenda che va oltre il singolo procedimento giudiziario. «È inaccettabile – sottolinea – che due servitori dello Stato siano stati travolti da una gogna mediatica e colpiti da una condanna che incide profondamente sulla loro dignità professionale e personale, oltre a prevedere risarcimenti economici del tutto sproporzionati rispetto alle retribuzioni percepite».

Secondo il sindacato, il caso rappresenta un precedente pericoloso per tutto il comparto sicurezza e soccorso. «Qui non è in discussione solo il destino di due militari – prosegue USIF – ma il rischio concreto che la paura di finire sotto processo condizioni l’operato di chi è chiamato a intervenire in situazioni di emergenza, spesso in condizioni estreme e con margini decisionali ridottissimi».

Da qui l’appello rivolto a Governo e Parlamento, affinché vengano introdotti strumenti normativi di tutela per i militari e per gli appartenenti alle Forze di polizia. «Chi indossa una divisa per proteggere i cittadini non può essere lasciato solo quando accade una tragedia».

La Guardia di Finanza, ricorda USIF, ha condotto negli ultimi decenni migliaia di operazioni di salvataggio in mare, spesso lontano dai riflettori e con grande spirito di sacrificio. «È su questa realtà di dedizione e servizio – conclude il sindacato – che dovrebbe poggiare ogni giudizio pubblico, non su logiche di populismo penale o di spettacolarizzazione».