RINNOVO CONTRATTUALE SICUREZZA-DIFESA 2025–2027: SENZA RISORSE, SENZA DATI E SENZA CORAGGIO NON ESISTE UNA VERA CONTRATTAZIONE
08 Jun 2026
Lettera aperta a tutti i Finanzieri, al Ministro dell'Economica e Finanze, al Dipartimento di Funzione Pubblica, al COmandante Generale della Guardia di Finanza, a tutte le organizzazioni sindacali GdF
Mentre proseguono convocazioni, incontri tecnici e dichiarazioni di principio, continua a mancare ciò che realmente serve per costruire un rinnovo contrattuale serio, credibile e rispettoso del personale del Comparto Sicurezza-Difesa: risorse adeguate, trasparenza dei dati e la concreta volontà di affrontare criticità strutturali che, da anni, penalizzano donne e uomini in uniforme.
USIF lo ha rappresentato con chiarezza nel corso delle interlocuzioni presso la Funzione Pubblica e lo ha formalmente ribadito richiedendo con urgenza dati economici, ordinamentali e statistici indispensabili per formulare proposte concrete, sostenibili e realmente aderenti alle esigenze operative, professionali ed economiche dei Finanzieri.
Perché senza dati, senza trasparenza e senza adeguati elementi conoscitivi non può esistere una reale contrattazione: esiste soltanto un confronto formale, privo dei presupposti necessari per incidere concretamente sulle condizioni di vita e di lavoro del personale.
L’attuale quadro continua a destare forte preoccupazione. Non emergono stanziamenti aggiuntivi realmente orientati alla valorizzazione della specificità del Comparto. Non si intravedono risorse strutturali idonee a compensare il progressivo impoverimento economico determinato dall’inflazione, dall’aumento del costo della vita e dall’erosione del potere d’acquisto del personale. Permangono, inoltre, ambiti fondamentali che continuano a essere affrontati in modo parziale, insufficiente o rinviati nel tempo.
Previdenza dedicata, valorizzazione della specificità del Comparto, adeguamento del trattamento accessorio, corretta remunerazione del lavoro straordinario, revisione degli assegni funzionali, incremento del valore nominale del buono pasto, misure efficaci di conciliazione tra vita professionale e vita familiare, sostegno alla genitorialità e rafforzamento delle tutele previdenziali non costituiscono rivendicazioni marginali o accessorie. Si tratta, al contrario, di aspetti centrali che incidono direttamente sulla dignità professionale del personale, sul benessere individuale e familiare, sull’attrattività delle carriere del Comparto e, in ultima analisi, sulla stessa efficienza e sostenibilità del servizio reso alla collettività.
Quindi parlare di straordinari, turnazioni, servizi notturni e festivi, impiego operativo, servizi esterni e riconoscimento economico delle professionalità non significa avanzare rivendicazioni astratte. Significa affrontare problemi concreti di personale che ogni giorno garantisce sicurezza, legalità e tutela economico-finanziaria del Paese.
Per queste ragioni USIF ha richiesto (3 aprile con nota congiunta con SILF e SIAF, il 27 maggio in sede di tavolo tecnico in Funzione Pubblica e il 6 giugno con propria lettera di sollecito) dati puntuali riguardanti:
• numero complessivo dei servizi assistiti da indennità festiva, notturna (distinta in ore), superfestiva, compensativa e per presenza esterna, corrisposti nel corso dell’anno 2025, con riferimento al personale non dirigente;
• numero complessivo delle ore di lavoro straordinario, distinte tra feriale, notturno/festivo e notturno-festivo, con indicazione separata delle ore annualmente: prestate – liquidate - compensate – tagliate e liquidate l’anno successivo relativamente al periodo 2015 e 2025, distintamente per personale dirigente e non dirigente;
• dettaglio dell’utilizzo delle risorse confluite nel fondo di cui all’art. 1, comma 605, della Legge 31 dicembre 2021, n. 234, per effetto dell’art. 31, comma 2, del D.P.R. 24 marzo 2025, n. 53;
• quantificazione dell’eventuale onere economico derivante dall’estensione dell’indennità ispettiva tributaria al personale operante nei settori della spesa pubblica e del controllo economico del territorio e dei mercati;
• quantificazione dell’eventuale costo derivante dal riconoscimento al personale della Guardia di Finanza dell’estensione dell’indennità di controllo del territorio prevista dall’art. 46 del D.P.R. 20 aprile 2022, n. 57;
• stima economica relativa all’eventuale introduzione di una specifica indennità di cambio turno per il personale del Corpo.
Domande semplici. Risposte necessarie.
Senza dati non è possibile individuare priorità credibili.
Senza risorse non è possibile costruire un contratto dignitoso.
Senza affrontare concretamente previdenza, accessorio e specificità non è possibile parlare seriamente di valorizzazione del personale.
La specificità del Comparto continua ancora oggi a non essere pienamente riconosciuta nelle sue peculiarità operative, ordinamentali e professionali. Con specifico riferimento alla Guardia
di Finanza, appare sempre più necessario avviare una riflessione seria sulle peculiarità delle
funzioni svolte, poiché l’attuale collocazione nel più ampio contesto Difesa rischia di comprimere esigenze professionali, operative ed economiche proprie dei Finanzieri.
Vi è poi una questione di metodo e responsabilità che non può più essere rinviata. Le relazioni sindacali del personale militare continuano a rappresentare uno degli ambiti sui quali è necessario avviare una riflessione seria, strutturata e non più limitata a interventi marginali. Occorre essere chiari: le relazioni sindacali delle APCSM non possono essere affidate esclusivamente al tavolo contrattuale, poiché limiti, prerogative e strumenti di azione discendono direttamente dalla Legge n. 46/2022 e dalle disposizioni del Codice dell’ordinamento militare. Ciò significa che molte delle criticità oggi esistenti non possono essere superate esclusivamente attraverso il rinnovo contrattuale.
Per costruire un sistema sindacale realmente moderno, efficace e funzionale alle esigenze del personale servono certamente risorse economiche, ma serve anche il coraggio di intervenire sull’impianto normativo esistente, avviando una revisione organica delle disposizioni che regolano le relazioni sindacali militari. Senza una parallela evoluzione normativa, il rischio concreto è quello di continuare a discutere strumenti e prerogative all’interno di spazi decisionali che, per loro natura, risultano oggi limitati. USIF ritiene che la rappresentanza sindacale debba perseguire esclusivamente l’interesse del personale e non possa trasformarsi in uno strumento finalizzato all’ottenimento di vantaggi di parte o misure destinate a produrre benefici limitati a pochi.
Non siamo disponibili a compromessi al ribasso.
Non intendiamo sacrificare la dignità professionale, economica e previdenziale dei Finanzieri in cambio di soluzioni parziali, logiche conservative o interventi destinati esclusivamente ai rappresentanti sindacali (allungamento mandato, termine minimo consultazione preventiva non vincolante). Il personale necessita di scelte coraggiose, investimenti concreti e interventi strutturali. Tra questi non può più essere rinviata una revisione organica del sistema degli assegni funzionali, attraverso l’introduzione di ulteriori fasce temporali e di meccanismi progressivi di riconoscimento economico, superando gli attuali intervalli che determinano lunghi periodi privi di adeguata valorizzazione professionale ed economica.
Diversamente, il rischio concreto è assistere all’ennesimo rinnovo incapace di produrre effetti reali: incrementi insufficienti, assenza di riforme strutturali, mancata valorizzazione della specificità, nessuna risposta concreta sulla previdenza dedicata e limitata apertura verso interventi anche a costo zero, quali il ricongiungimento familiare e la revisione delle relazioni sindacali. Tutto ciò contribuirebbe a consolidare un sistema che continua a chiedere sempre di più a chi indossa una divisa, restituendo sempre meno sotto il profilo economico, previdenziale
e professionale.
Adesso è il momento delle scelte.
Il Governo venga al tavolo, ci metta la faccia e assuma decisioni chiare davanti al personale del Comparto Sicurezza-Difesa. Le scadenze elettorali sono sempre più vicine: è ora che si misurino coraggio, coerenza e reale attenzione verso donne e uomini in uniforme.
USIF continuerà a pretendere risposte concrete e, in assenza di segnali chiari e interventi strutturali, si riserva ogni opportuna iniziativa e valutazione a tutela del personale rappresentato.
I Finanzieri non chiedono privilegi. Chiedono rispetto. E il rispetto passa attraverso scelte concrete, investimenti reali e il riconoscimento del valore che ogni giorno assicurano al Paese.
IL Segretario Generale - Vincenzo Piscozzo











