RIA e sentenza della Corte Costituzionale: facciamo chiarezza

05 Jan 2026

Negli ultimi giorni sta circolando, con grande rapidità su chat e social, la notizia della sentenza n. 4/2024 della Corte Costituzionale, con la quale è stata dichiarata l’illegittimità di una norma che, in passato, aveva limitato la decorrenza giuridica delle maggiorazioni della Retribuzione Individuale di Anzianità (R.I.A.) per una parte dei dipendenti pubblici.

Molti colleghi hanno contattato il sindacato per comprendere se tale pronuncia possa produrre effetti anche sul personale del comparto Difesa e Sicurezza. Riteniamo quindi doveroso fare chiarezza, con un’analisi basata su norme e fatti.

 

Che cos’è la R.I.A.

La Retribuzione Individuale di Anzianità è un elemento stipendiale legato all’anzianità di servizio, nel quale sono confluiti i maturati per classi e scatti in godimento al 31 dicembre 1986.

Per il personale civile contrattualizzato (all’epoca comparto Ministeri, oggi Funzioni Centrali) la RIA è stata disciplinata dai DPR n. 266/1987 e n. 494/1987.

Per il personale militare, la RIA è stata introdotta dal D.L. n. 379/1987, convertito dalla legge n. 468/1987, e successivamente incrementata dall’art. 2 della legge n. 231/1990.

Si tratta, quindi, di istituti formalmente distinti, pur avendo una denominazione comune.

 

La vicenda giuridica e la sentenza n. 4/2024

 

La sentenza della Corte Costituzionale trae origine da una controversia che riguarda esclusivamente il personale civile del comparto Ministeri.

In sintesi:

  • Il DPR n. 44/1990 prevedeva specifiche maggiorazioni della RIA legate al raggiungimento di 5, 10 e 20 anni di servizio.
  • Un successivo intervento legislativo (art. 51, comma 3, legge n. 388/2000) aveva limitato retroattivamente il riconoscimento di tali maggiorazioni, escludendo le anzianità maturate nel triennio 1991-1993.
  • La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale tale norma, ripristinando gli effetti della proroga contrattuale fino al 1993 per il solo personale interessato da quella disciplina contrattuale.
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Perché la sentenza non si applica ai militari

Dalla prima analisi normativa e giurisprudenziale emerge con chiarezza che:

  • la norma dichiarata incostituzionale incideva esclusivamente sulla RIA del personale civile del comparto Ministeri/Funzioni Centrali;
  • la disciplina economica dei militari, pur prorogata nello stesso periodo, non conteneva una norma analoga a quella oggetto della pronuncia costituzionale;
  • non si è dunque determinata, per il comparto Difesa e Sicurezza, quella sperequazione retributiva che la Corte ha inteso sanare.

Anche le prime comunicazioni ufficiali dell’Amministrazione Militare confermano che la sentenza n. 4/2024 non produce effetti automatici sulla RIA del personale militare, né in servizio né in congedo.

 

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