NON UN EROE PER CASO. UN SERVITORE DELLO STATO PER SCELTA
22 Jan 2026
Nei giorni scorsi, un finanziere della Guardia di Finanza, libero dal servizio e in compagnia dei propri figli, ha compiuto un gesto di straordinario coraggio intervenendo per salvare una donna in avanzato stato di gravidanza da una grave aggressione.
Un atto che non nasce dall’impulso, ma da un’identità profonda. Perché chi indossa una divisa non la toglie mai davvero.
Dal punto di vista umano e sociale, quel gesto assume un valore ancora più alto se si considera il contesto: un padre, con i propri figli accanto, che sceglie consapevolmente di esporsi al pericolo per tutelare la vita di un’altra persona.
È una decisione che comporta un costo emotivo enorme, perché significa anteporre il dovere, il giuramento e il bene collettivo persino alla naturale esigenza di proteggere i propri affetti più cari.
Questo è il senso più autentico del servire lo Stato.
L’Unione Sindacale Italiana Finanzieri, pur non conoscendo il nominativo del militare, che resta volutamente in secondo piano rispetto alla grandezza del gesto, ha ritenuto doveroso scrivere al Comandante Regionale Emilia Romagna, affinché tale condotta venga valutata ai fini di una ricompensa di ordine morale.
Non per creare “eroi mediatici”, ma per affermare un principio fondamentale: i comportamenti che salvano vite umane, che danno prestigio al Corpo e rafforzano la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni devono essere riconosciuti.
Come abbiamo più volte rivendicato, il riconoscimento non è un premio individuale fine a sé stesso, ma uno strumento organizzativo potente: rafforza il senso di appartenenza, migliora il benessere morale del personale e trasmette un messaggio chiaro a tutta la collettività: le Istituzioni sanno vedere, valutare e valorizzare il merito.
In una società spesso disorientata, gesti come questo ricordano che esistono ancora valori solidi, scelte difficili e responsabilità assunte fino in fondo.
E meritano di essere onorati.











