Capo Zafferano, aggrediti i finanzieri in servizio: non si può continuare a chiedere eroismo a chi viene lasciato senza adeguato riconoscimento

23 Jun 2026

L’ennesimo episodio di violenza ai danni dei militari della Guardia di Finanza, avvenuto nelle acque di Capo Zafferano durante un ordinario controllo di polizia economico-finanziaria e di sicurezza in mare, impone una riflessione profonda che va ben oltre la cronaca.

Ai colleghi dell’equipaggio della motovedetta coinvolta va innanzitutto la piena solidarietà e la vicinanza dell’Unione Sindacale Italiana Finanzieri. Hanno operato con professionalità, equilibrio e senso del dovere, affrontando una situazione di forte tensione per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza di tutti.

Ancora una volta, però, emerge una verità che il Paese non può più ignorare: indossare una divisa significa sempre più spesso esporsi a insulti, minacce, aggressioni e violenze. Uomini e donne dello Stato che intervengono per far rispettare la legge vengono trasformati, da alcuni, nei bersagli della propria arroganza e della propria incapacità di accettare il principio più semplice della convivenza civile: il rispetto delle regole.

La Guardia di Finanza del comparto aeronavale rappresenta un presidio insostituibile di legalità. I finanzieri di mare operano quotidianamente in condizioni spesso difficili, garantendo la sicurezza della navigazione, il soccorso in mare, il contrasto ai traffici illeciti, la tutela dell’ambiente marino e la protezione dei cittadini. Sono professionisti altamente qualificati, chiamati a intervenire in contesti operativi complessi e talvolta ad altissimo rischio.

Eppure, mentre i nostri colleghi continuano a garantire sicurezza e legalità anche a costo della propria incolumità, sui tavoli ministeriali si discute di un rinnovo contrattuale che rischia di essere profondamente distante dal sacrificio, dalle responsabilità e dalla straordinaria professionalità espressa quotidianamente dal personale del Comparto Sicurezza e Difesa.

Le parole di apprezzamento delle istituzioni sono importanti, ma non bastano più. Gli attestati di stima devono tradursi in fatti concreti: dignità professionale, adeguati riconoscimenti economici e reali tutele normative. Diversamente, si finisce per mortificare e svilire il lavoro di centinaia di migliaia di servitori dello Stato che ogni giorno garantiscono sicurezza, legalità e coesione sociale.

Accogliamo positivamente alcuni interventi contenuti nel cosiddetto “Decreto Sicurezza”, che rappresentano un segnale di attenzione verso il personale delle Forze di polizia. Tuttavia, non possiamo considerare sufficiente ciò che è solo un primo passo.

Non è più ammissibile che chi indossa una divisa e opera esclusivamente nell’interesse della collettività debba mettere in conto di essere insultato, minacciato o aggredito come se ciò fosse parte ordinaria del servizio. Ogni aggressione a un finanziere, a un poliziotto, a un carabiniere o a un appartenente alle Forze armate non colpisce soltanto il singolo operatore: colpisce lo Stato, mina l’autorevolezza delle istituzioni e indebolisce il patto di fiducia tra cittadini e legalità.

Ai finanzieri di mare, che spesso operano lontano dai riflettori, vogliamo dire una cosa con assoluta chiarezza: non siete soli. La vostra professionalità, il vostro coraggio e il vostro spirito di servizio rappresentano un patrimonio prezioso per l’intero Paese e meritano rispetto, tutela e riconoscimenti adeguati.

L’Unione Sindacale Italiana Finanzieri continuerà a battersi affinché nessun collega debba mai sentirsi abbandonato mentre svolge il proprio dovere e affinché il servizio reso allo Stato trovi finalmente corrispondenza in diritti, tutele e dignità professionale.

Perché difendere chi difende la legge non è una concessione: è un dovere della Repubblica.

USIF – Unione Sindacale Italiana Finanzieri