Bonus Mamme 2025: ritardi e rigetti delle istanze del personale militare femminile

10 Jan 2026

L’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF), a seguito delle decine di segnalazioni formalmente pervenute dalle proprie iscritte e esaminate dall’ UNPO - Ufficio Nazionale Pari Opportunità, ha riscontrato una situazione diffusa e strutturata di ritardi, mancate risposte e rigetti immotivati relativi alle istanze presentate per il riconoscimento del Nuovo Bonus Mamme 2025 da parte del personale militare femminile della Guardia di Finanza.

USIF, facendosi carico delle istanze rappresentate dalle lavoratrici interessate e a tutela dei loro diritti, ha pertanto scritto all’INPS per segnalare le criticità emerse e chiedere chiarimenti urgenti sull’operato istruttorio adottato nei confronti del personale del Comparto Sicurezza e Difesa.

Dall’analisi delle segnalazioni raccolte emergono, in particolare:
    •    istanze che permangono da mesi nello stato di “verifica dei requisiti” senza alcun aggiornamento procedurale;
    •    domande rigettate senza motivazioni specifiche o con comunicazioni generiche che non consentono di comprendere le ragioni del diniego;
    •    casi di totale assenza di comunicazioni formali di presa in carico delle domande presentate.

Una gestione che appare disomogenea sul territorio nazionale e non coerente con i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, né con la normativa che disciplina il beneficio, la quale non esclude il personale militare dal novero dei destinatari della misura.

Con la nota inviata all’INPS, USIF ha formalmente richiesto:
    1.    chiarimenti sulle motivazioni che stanno determinando i ritardi e i rigetti delle istanze presentate dal personale militare femminile;
    2.    l’indicazione dei criteri istruttori adottati per la valutazione delle domande delle appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa;
    3.    la garanzia di una uniformità applicativa su tutto il territorio nazionale, evitando disparità di trattamento a parità di requisiti;
    4.    che eventuali rigetti siano corredati da motivazioni puntuali e dettagliate, nel rispetto della normativa sul procedimento amministrativo.

USIF ritiene inaccettabile che una misura di rilevante impatto sociale, finalizzata al sostegno della maternità e della conciliazione vita-lavoro, venga di fatto compromessa da procedure opache, ritardi ingiustificati e prassi applicative difformi.

Il sindacato continuerà a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda, riservandosi ogni ulteriore iniziativa e interlocuzione istituzionale a tutela delle proprie iscritte, affinché sia garantito il pieno riconoscimento dei diritti spettanti e la tempestiva erogazione del beneficio.