RAPINA E SPARI A MILANO, USIF: LA GRAVITA' NON SI MISURA CON I MORTI
17 Jan 2026
L’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) esprime forte preoccupazione per quanto accaduto a Milano, dove, nel corso di un intervento successivo a una rapina, due uomini di 23 e 32 anni sono stati arrestati dopo essere stati rintracciati grazie al cellulare rubato. Durante l’operazione, uno dei rapinatori è riuscito a sottrarre l’arma a un operatore di polizia ed esplodere colpi di pistola. Solo per circostanze fortuite non si sono registrate vittime.
Secondo USIF si tratta di un episodio di eccezionale gravità, che evidenzia come fatti potenzialmente letali rischino di non ricevere l’attenzione dovuta quando non sfociano in tragedia. “La sicurezza – sottolinea il sindacato – non può essere valutata ex post, in base al numero dei morti, ma sulla base del rischio concreto e quotidiano a cui sono esposti operatori e cittadini”.
USIF evidenzia come l’accaduto confermi una crescente esposizione delle Forze di Polizia a scenari operativi estremamente pericolosi, nei quali l’imprevedibilità e la violenza rappresentano un fattore costante. “La sottrazione dell’arma a un operatore e l’uso della stessa durante un intervento – afferma il sindacato – è un campanello d’allarme che non può essere ignorato”.
Il sindacato richiama inoltre la necessità di interventi immediati e concreti a tutela delle Forze di Polizia e dell’intera collettività, invitando a superare polemiche e strumentalizzazioni politiche. “La sicurezza non può diventare terreno di scontro elettorale – ribadisce USIF – ma deve essere affrontata come un bene primario dello Stato, con norme chiare, tutele operative e giuridiche adeguate, investimenti su formazione, mezzi e benessere del personale”.
USIF conclude auspicando un’assunzione di responsabilità da parte della politica e dell’informazione: “Ignorare oggi la gravità di episodi come quello di Milano significa esporsi domani a conseguenze ben più drammatiche. Tutelare chi indossa una divisa significa tutelare la sicurezza e la libertà di tutti”.
Roma, 17 gennaio 2026












