UN'ALTRA VITTORIA.RICONOSCIUTA VITTIMA DEL DOVERE
06 May 2026
Un’ altra vittoria. Il Tribunale di Taranto, con la sentenza n. 11**/26 del 01.04.2026, ha riconosciuto come “vittima del dovere” un appartenente ATPI, attribuendogli una percentuale di invalidità del 27%. Il passaggio in giudicato del dispositivo del Magistrato del Lavoro sancisce in via definitiva il diritto del collega a tutti i benefici previsti ex lege, con decorrenza degli assegni già a far data dal 09.05.2018 e corresponsione a vita.
Nel dettaglio, il riconoscimento comporta una serie articolata di tutele: esenzione dal ticket per medicinali e visite mediche, borse di studio per i figli, esenzione IRPEF sulla pensione e sul TFS al momento del collocamento in congedo, nonché l’abolizione delle addizionali regionali e comunali. Misure che, sul piano sociologico, rappresentano non solo un sostegno economico ma un segnale concreto di responsabilità collettiva verso chi ha subito conseguenze permanenti nell’adempimento del proprio dovere.
I fatti risalgono al 1998 e sono riferibili al contrasto alla recrudescenza del contrabbando di TLE. In quel contesto operativo, il collega, membro di una pattuglia della Guardia di Finanza , fu vittima di uno speronamento da parte di contrabbandieri nel territorio tra le province di Bari e Brindisi. Un episodio che evidenzia, anche in chiave psicologica, l’esposizione reale al rischio e l’impatto che eventi traumatici possono avere nel lungo periodo sulla vita professionale e personale degli operatori.
Gli antefatti del riconoscimento, dalla causa di servizio ex DPR 461/01 al procedimento amministrativo per le vittime del dovere ex DPR 243/06, sono stati oggetto di approfondimenti accurati, supportati da una puntuale attività di accesso agli atti ai sensi della legge 241/90 e da uno studio attento da parte dei dipartimenti competenti (causa di servizio e vittime del dovere). Questo percorso mette in luce, anche dal punto di vista comunicativo, quanto sia fondamentale la conoscenza degli strumenti normativi e la capacità di attivarli in modo consapevole.
In questa prospettiva, il riconoscimento non è soltanto un esito giuridico, ma un processo di restituzione di senso: trasforma un’esperienza di danno in un diritto riconosciuto, contribuendo a rafforzare il legame fiduciario tra individuo e istituzioni e a dare visibilità sociale a storie che rischierebbero altrimenti di rimanere marginali.
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