Dichiarazione di Vincenzo Piscozzo, Segretario Generale USIF sui fatti di Torino e rinnovo contrattuale
19 Apr 2026
In relazione agli eventi verificatisi nella serata di sabato 18 aprile a Torino, nel quartiere Vanchiglia, riteniamo necessario offrire una sintesi chiara e una riflessione più ampia sul clima che, ormai da tempo, caratterizza alcune manifestazioni di piazza nel nostro Paese.
A margine di cortei già programmati, un gruppo di manifestanti si è diretto verso l’area dell’ex centro sociale Askatasuna, attualmente sottoposta a presidio delle forze dell’ordine. La situazione è rapidamente degenerata: al lancio di oggetti e pietre si sono aggiunti momenti di contatto diretto con gli operatori in servizio, rendendo necessario l’intervento con strumenti di contenimento come idranti e lacrimogeni per ristabilire condizioni minime di sicurezza.
A ciò si aggiunge un elemento particolarmente grave: la circolazione di video in cui alcuni manifestanti non solo offendono pesantemente le forze di polizia con termini inaccettabili, ma dichiarano apertamente l’intenzione di “riprendersi” con la forza gli spazi sgomberati, accompagnando tali affermazioni con esplicite dichiarazioni di ostilità verso lo Stato. Si tratta di un passaggio che non può essere sottovalutato, perché segna il superamento del confine tra protesta e delegittimazione sistematica delle istituzioni democratiche.
Le forze dell’ordine non rappresentano una controparte politica, ma sono chiamate a garantire l’attuazione delle decisioni dello Stato nel rispetto della legge. Attaccarle significa colpire un presidio essenziale della convivenza civile.
“Ormai siamo stanchi di essere delegittimati ogni giorno”, dichiara il Segretario Generale Vincenzo Piscozzo. “Viene continuamente minata la dignità delle nostre colleghe e dei nostri colleghi, sia sotto il profilo operativo sia sotto quello umano. A questo si aggiunge una mortificazione sul piano economico, legata al penoso iter in funzione pubblica per il rinnovo contrattuale: una situazione che calpesta la dignità del personale in uniforme, tanto nelle funzioni svolte quanto nel riconoscimento economico.”
Dal punto di vista sociologico e comunicativo, si osserva una dinamica sempre più critica: la rappresentazione delle forze dell’ordine come nemico e la normalizzazione di linguaggi violenti contribuiscono ad alimentare una frattura nel rapporto tra cittadini e istituzioni. In questo contesto, episodi come quelli avvenuti a Torino non sono isolati, ma si inseriscono in un quadro più ampio di progressiva erosione del rispetto delle regole condivise.
“Le forze dell’ordine continueranno a svolgere il proprio dovere con professionalità e senso dello Stato,” conclude Piscozzo, “ma è indispensabile un cambio di passo culturale e istituzionale che restituisca dignità, tutela e riconoscimento a chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza collettiva.”