TENTATO OMICIDIO DI DUE POLIZIOTTI, UNDICI MESI IN MENO: È QUESTA LA TUTELA?

15 Feb 2026

Undici mesi in meno.

È questo il numero che resta dopo la decisione della Corte d’Appello di Taranto sulla sparatoria del 22 gennaio 2022 a Taranto, quando due poliziotti furono colpiti mentre svolgevano il proprio dovere.

Non discutiamo le sentenze.
Ma analizziamo i messaggi.

Perché quando si apre il fuoco contro una pattuglia, non si colpiscono solo due uomini. Si colpisce lo Stato. E quando la pena viene ridotta, il segnale che si diffonde va oltre le carte processuali.

La funzione della pena non è soltanto punitiva. È preventiva. È simbolica. È sociale.
La percezione della sua certezza e della sua severità incide sulla credibilità dell’ordinamento.

Le donne e gli uomini in divisa non chiedono privilegi.
Chiedono coerenza tra le parole e i fatti.Chiedono che la tutela promessa sia tutela reale.

Ogni volta che la risposta sanzionatoria appare ridimensionata, cresce una domanda inevitabile: il sistema è davvero deterrente nei confronti di chi attenta alla vita di un operatore dello Stato?

Se la risposta è incerta, allora il problema non è giudiziario. È politico e normativo.

La sicurezza non può essere retorica da campagna elettorale. Non può essere terreno di scontro ideologico.
Deve essere una scelta chiara.

Chi indossa una divisa deve sentire lo Stato alle proprie spalle. Sempre.

Perché quando lo Stato appare debole nella tutela dei suoi servitori, non si indebolisce solo una categoria.
Si indebolisce l’autorità stessa dello Stato.

Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF)