PREVIDENZA FORZE DELL’ORDINE, USIF: 480 MILIONI IN DIECI ANNI: ORA IL GOVERNO DICA QUANTI ARRIVANO AI FINANZIERI E QUANDO

27 Oct 2026

Dopo l’annuncio politico sulla previdenza dedicata, il sindacato chiede risorse certe, tempi definiti e garanzie per il personale. "Gli impegni non possono restare una promessa: chi serve lo Stato deve conoscere il proprio futuro".

Quattrocentottanta milioni di euro in dieci anni per la previdenza dedicata al comparto Sicurezza e Difesa. La cifra è stata indicata da una dichiarazione sulla prossima manovra finanziaria. Adesso la questione decisiva è un’altra: quali risorse saranno effettivamente stanziate, attraverso quali norme e con quali benefici per il personale della Guardia di Finanza?

È la domanda che l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) rivolge al Governo mentre si avvicina una nuova fase decisiva per la legge di bilancio.

Il tavolo tecnico sulla previdenza dedicata si è già aperto presso il Dipartimento della Funzione Pubblica. L’avvio del confronto rappresenta un passaggio importante, ma non coincide ancora con l’approvazione di una misura né con il riconoscimento di un beneficio pensionistico.

"Non basta indicare una cifra. Occorre sapere dove saranno reperite le risorse, quale quota sarà destinata agli interventi previdenziali, quali lavoratori ne beneficeranno e quando le misure diventeranno operative. I finanzieri hanno diritto a risposte verificabili, non a un’altra stagione di attese".

Per l’USIF, la previdenza dedicata non è una rivendicazione accessoria. È una questione che riguarda la sostenibilità del futuro pensionistico di donne e uomini che svolgono un servizio caratterizzato da specifiche responsabilità, vincoli professionali e compiti istituzionali.

Ma la questione previdenziale non può essere separata dalla condizione economica di chi è oggi in servizio.

A settembre, secondo i dati definitivi dell’ISTAT, l’inflazione italiana ha raggiunto il 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto. Un dato nazionale che riporta al centro il problema del potere d’acquisto e rende necessario valutare gli effetti reali degli adeguamenti retributivi sul bilancio delle famiglie.

Sul fronte contrattuale, l’USIF continuerà a seguire l’iter di recepimento del rinnovo 2025-2027 e i tempi di pagamento degli adeguamenti e degli arretrati, affinché le scadenze annunciate trovino effettiva conferma negli atti e nei cedolini.

Qui arriviamo al nodo politico: dagli annunci ai risultati. L’USIF chiede al Governo:

- Risorse certe: indicazione delle coperture effettivamente disponibili per la previdenza dedicata, distinguendo gli annunci politici dagli stanziamenti formalmente approvati.
- Tempi pubblici: un cronoprogramma dei passaggi normativi e amministrativi necessari per arrivare alle misure concrete.
- Tutele verificabili: una valutazione degli effetti previdenziali sulle diverse generazioni di finanzieri, con particolare attenzione al personale più giovane.
- Dignità economica: piena trasparenza sui tempi di attuazione del rinnovo contrattuale e attenzione al recupero del potere d’acquisto.
- Rappresentanza efficace: un confronto sulla revisione della legge 46/2022, affinché gli strumenti sindacali siano adeguati alle esigenze di tutela del personale militare.

"Non chiediamo privilegi e non chiediamo scorciatoie. Chiediamo che la specificità del servizio trovi un riconoscimento concreto, anche sul piano previdenziale ed economico. Chi garantisce oggi la sicurezza economico-finanziaria del Paese deve poter guardare al proprio futuro senza essere lasciato nell’incertezza".

Per l’USIF, il passaggio decisivo è adesso: trasformare gli impegni in provvedimenti, le risorse annunciate in coperture effettive e le scadenze politiche in risultati misurabili.

La credibilità delle istituzioni si misura anche dalla capacità di mantenere gli impegni assunti verso chi serve lo Stato.

Roma, 27 ottobre 2026

La Segreteria Generale