CONTRATTO SICUREZZA-DIFESA 2025-2027
19 May 2026
IL 26 E 27 MAGGIO IL TAVOLO TECNICO: BASTA SPECIFICITÀ DI FACCIATA. ORA SERVONO FATTI.
C’è un momento in cui un’intera categoria smette di chiedere ascolto e pretende rispetto. Quel momento è arrivato.
L’ Unione Sindacale Italiana Finanzieri parteciperà ai prossimi incontri tecnici del 26 e 27 maggio 2026 sul rinnovo del contratto Sicurezza-Difesa 2025-2027 con una consapevolezza precisa: dietro ogni uniforme non ci sono numeri da amministrare, ma persone che hanno garantito allo Stato presenza, sacrificio, disciplina e disponibilità assoluta, spesso ben oltre ciò che viene realmente riconosciuto.
Donne e uomini della Guardia di Finanza che ogni giorno operano nei territori, nei servizi operativi e non, nelle attività investigative e nei delicati scenari della sicurezza economico-finanziaria del Paese.
Noi quelle voci le abbiamo ascoltate davvero. Abbiamo ascoltato la stanchezza di chi vede aumentare responsabilità e carichi di lavoro senza un adeguato riconoscimento economico e previdenziale. Abbiamo ascoltato la preoccupazione di chi guarda al proprio futuro pensionistico con incertezza.
Abbiamo ascoltato il disagio di chi, troppo spesso, continua a percepire la “specificità” del Comparto come una formula evocata nei discorsi ufficiali ma svuotata nei fatti.
Ed è con questa consapevolezza che ci sederemo al tavolo.
Non per assistere all’ennesima trattativa compressa dentro i soliti vincoli di bilancio. Non per accettare ancora una volta che la sicurezza del Paese venga garantita attraverso il sacrificio silenzioso del personale.
Perché una specificità senza risorse è una scatola vuota.
E una specificità non finanziata diventa soltanto uno slogan istituzionale utile nei comunicati, ma inutile nella vita reale del personale.
Ci sono questioni che non possono più essere rinviate:
- previdenza dedicata;
- valorizzazione economica concreta;
- riconoscimento dell’usura operativa;
- tutela della salute psicofisica;
- trattamento accessorio adeguato;
- diritti sindacali reali ed effettivamente esercitabili;
- pieno riconoscimento della specificità del Comparto Sicurezza-Difesa;
- principio della piena tutela della genitorialità e della ricongiunzione familiare.
La questione previdenziale rappresenta oggi uno dei punti più delicati. Non è più tollerabile che chi ha trascorso una vita tra rischi operativi, reperibilità permanente, limitazioni personali, mobilità imposta e responsabilità straordinarie debba affrontare il futuro con il timore di una pensione non adeguata ai sacrifici sostenuti. La previdenza dedicata non è un privilegio. È un dovere morale dello Stato verso chi ha servito lo Stato.
Allo stesso modo, i diritti sindacali non possono essere considerati concessioni da comprimere o spazi da limitare. Una rappresentanza forte, libera e concreta significa tutela reale del personale, equilibrio nelle amministrazioni e maggiore efficienza dell’intero Comparto.
Senza diritti sindacali effettivi non esiste vera tutela del personale. E senza tutela del personale non può esistere un sistema sicurezza realmente efficiente.
Chi indossa un’uniforme non chiede privilegi. Chiede rispetto. Chiede dignità.
Chiede che il peso del servizio prestato venga finalmente riconosciuto con misure concrete e non con dichiarazioni di circostanza.
USIF - Unione Sindacale Italiana Finanzieri entrerà in questa fase negoziale con fermezza, responsabilità e con la forza che deriva dall’essere oggi il sindacato più rappresentativo della Guardia di Finanza.
Perché la sicurezza del Paese non si difende soltanto con le parole. Si difende garantendo dignità, tutele e futuro a chi la assicura ogni giorno.
Le parole volano. I fatti restano.
Adesso è il tempo dei fatti.











