TFS COMPARTO SICUREZZA: USIF, BASTA ATTESE INACCETTABILI. SERVE INTERVENTO POLITICO IMMEDIATO

14 Feb 2026

COMUNICATO STAMPA

L’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) accende i riflettori sulla perdurante e insostenibile criticità relativa al differimento e alla rateizzazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) per il personale del Comparto Sicurezza.

«Non è più tollerabile che donne e uomini che hanno servito lo Stato per decenni debbano attendere fino a cinque anni per ricevere somme che rappresentano salario già maturato», dichiara Vincenzo Piscozzo, Segretario Generale USIF.

L’attuale sistema normativo, che consente la dilazione del TFS per esigenze di finanza pubblica, è stato oggetto di una chiara censura da parte della Corte Costituzionale con la sentenza n. 130 del 2023, che ha definito il meccanismo incompatibile con i principi di ragionevolezza e proporzionalità.

«Il TFS non è una concessione – prosegue Piscozzo – ma salario differito, un diritto pieno del lavoratore. Trattenerlo significa imporre un prestito forzoso e non remunerato a chi ha già dato tutto alle Istituzioni».

USIF respinge inoltre ogni impostazione paternalistica sul tema, anche alla luce delle recenti posizioni espresse dall’INPS, ritenute «offensive della maturità e della responsabilità del personale in congedo».

Il sindacato non si limita alla denuncia ma avanza una proposta concreta e sostenibile: ripristino del pagamento tempestivo come regime ordinario; possibilità di differimento esclusivamente su base volontaria; riconoscimento di un rendimento parametrato ai titoli di Stato, maggiorato da uno “spread premiale”; certificazione immediata del credito per consentirne l’utilizzo come garanzia finanziaria.

«Serve un segnale politico forte e immediato – conclude Vincenzo Piscozzo –. Il rispetto per il Comparto Sicurezza non può essere solo formale. È tempo di restituire dignità economica a chi ha servito lo Stato con disciplina e onore».

USIF annuncia che trasmetterà formalmente la proposta ai competenti organi istituzionali e chiede l’apertura urgente di un tavolo di confronto.

 

Roma, 14 febbraio 2026