BRINDISI, ANNI 2000: erano gli anni del contrabbando, quello violento, dove i mezzi utilizzati per trasportare i carichi di “bionde” venivano corrazzati per poter avere la meglio sulle autovetture delle Forze dell’Ordine, erano i tempi in cui i contrabbandieri, senza esitare, speronavano i mezzi delle Fiamme Gialle pur di non perdere il carico, erano gli anni in cui quando una pattuglia usciva a volte non rientrava più.

Poi tutto cambiò, tornò il sereno e la “PRIMAVERA”

Sono trascorsi 24 anni dal sacrificio del Vice Brigadiere Alberto De Falco e del Finanziere scelto Antonio Sottile, Baschi Verdi caduti in servizio la notte del 23 febbraio 2000. Quella notte i contrabbandieri pur riconoscendo il mezzo della Guardia di Finanza decisero che quell’auto andava eliminata. Non esitarono un attimo, dopo lo speronamento infatti quell’auto non esisteva più.

Per il Vice Brigadiere De Falco ed il Finanziere Scelto Sottile quel tremendo impatto con il “blindato” dei contrabbandieri risultò fatale, miracolosamente gli altri due colleghi a bordo, il Vice Brigadiere Edoardo Rosica e l’Appuntato Sandro Marras, rimasero gravemente feriti ma riuscirono a sopravvivere.

La risposta dello Stato fu pressoché immediata, venne avviata la nota “Operazione Primavera” con oltre 2.000 appartenenti alle FF.OO. e si crearono strumenti normativi che ancora oggi puniscono severamente chi occulta o custodisce mezzi di trasporto che con “alterazioni o modifiche” o “predisposizioni tecniche” rappresentano un “pericolo per l’incolumità fisica” delle forze dell’ordine. Il contrabbando venne pressoché debellato.

“Il loro sacrificio ha cambiato una parte del Paese, ricordarli è doloroso, ma necessario!

A loro ed a tutti i colleghi che coraggiosamente ogni giorno difendono la legalità e la sicurezza del Paese, lo Stato e le Istituzioni tutte non facciano mai mancare il necessario sostegno.”.

Lo comunica in nota il Segretario Generale dell’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) Vincenzo Piscozzo.

 

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